ASC APS CONTRO LO SNATURAMENTO DI UN ISTITUTO FONDATO SULL'OBIEZIONE DI COSCIENZA
"Il servizio civile è un istituto che ha radici profonde nella storia civile del nostro Paese: nasce dall'obiezione di coscienza, è fondato sulla difesa non armata della Patria, sulla promozione della Pace, sulla cittadinanza attiva. Ogni riforma deve partire da qui, non ignorarlo. Come ASC APS siamo disposti a collaborare con il Parlamento per migliorare il sistema, ma non possiamo accettare che tre provvedimenti, anche se animati da intenzioni diverse, finiscano per mutare la natura di un istituto che appartiene a tutti i cittadini e le cittadine. Al servizio civile va riconosciuta – e non snaturata - la sua piena identità!
Cosi Rosario Lerro, Presidente di ASC Nazionale APS.
È in corso alla XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati il ciclo di audizioni sull'A.C. 2825, il DDL governativo recante "Disposizioni in materia di giovani e servizio civile universale e deleghe al Governo per il riordino della materia".
In parallelo, il 14 aprile 2026, è stata presentata la proposta di legge del CNEL A.C. 2848 per un "servizio civile volontario degli anziani". Peraltro, sullo stesso tema, risulta presentata e assegnata alla XII Commissione della Camera anche la proposta di legge A.C. 2734.
Sul DDL giovani, ASC APS ha già depositato una memoria che ne segnala il rischio principale: ricondurre il servizio civile all'interno delle generiche "politiche giovanili" potrebbe farne perdere l'identità specifica e l'autonomia valoriale e istituzionale. Numerose inoltre le criticità tecniche rilevanti: la delega è ampia e generica; la clausola di invarianza finanziaria è incompatibile con un reale salto di qualità del sistema, che vive anche grazie all'enorme sforzo di cofinanziamento degli enti; i 6 mesi previsti per l'adozione dei decreti delegati sono insufficienti per un riordino organico e condiviso.
Di contro, ASC APS considera come vincoli di continuità non negoziabili il collegamento con l'obiezione di coscienza (L. 64/2001); il divieto di scopo di lucro per gli enti iscritti all'albo; il mantenimento dell'impianto multilivello con Stato, Regioni, Enti e rappresentanza dei giovani in servizio; il ruolo della Consulta nazionale; l'autonomia del Fondo nazionale per il servizio civile.
Anche le proposte di legge sul servizio civile anziani rischiano di svuotare di senso un istituto che ha radici nella Costituzione e nella storia dell'obiezione di coscienza.
Pur muovendo da obiettivi condivisibili (promuovere l'invecchiamento attivo e la cittadinanza delle persone anziane) descrivono un volontariato civico senior strutturalmente diverso dal servizio civile di cui è soggetto la fascia d’età giovanile. Proposte che non hanno alcun legame con la difesa non armata della Patria o con l'obiezione di coscienza. Sovrapporre questa denominazione a esperienze di tutt'altra natura rischia di generare una confusione istituzionale grave.
ASC APS chiede al Parlamento di proteggere l'identità del servizio civile, non di dissolverla.
Ufficio stampa
Paola Scarsi 347 3802307
Roma 15 aprile 2026