L’anno trascorso come operatore volontario di Servizio Civile Universale presso la struttura della Cascina ha rappresentato un percorso di straordinaria intensità, caratterizzato da una profonda evoluzione sia sul piano strettamente personale sia sotto il profilo delle competenze professionali e civiche.
Operare quotidianamente in un contesto multifunzionale, strutturato simultaneamente come fattoria sociale e come fattoria didattica, mi
ha offerto il privilegio di osservare e implementare modelli concreti di sostenibilità ambientale, coesione comunitaria e inclusione attiva del territorio.
La realtà della Cascina si configura come un ecosistema complesso, in cui la produttività rurale tradizionale si fonde armonicamente con l'erogazione di servizi alla persona e percorsi formativi per la collettività. All'interno di questa cornice, il mio ruolo si è articolato lungo due direttrici principali, costantemente interconnesse: la dimensione pedagogico-didattica e quella del supporto sociale.
La presenza di specie animali particolari, con specifiche esigenze etologiche – in primo luogo i conigli giganti e gli alpaca –, ha costituito il fulcro attorno al quale si sono sviluppate gran parte delle dinamiche operative. Questi animali non hanno rappresentato soltanto una componente della biodiversità della fattoria, ma veri e propri catalizzatori di relazioni, ponti comunicativi capaci di abbattere le barriere dell'isolamento e della diffidenza, facilitando l'approccio con un pubblico estremamente eterogeneo.
Nell'ambito della fattoria didattica, l’attività si è focalizzata sulla progettazione e sulla conduzione di laboratori dedicati alle scolaresche e alle famiglie. Accogliere gruppi di bambini e guidarli alla scoperta della vita rurale ha richiesto lo sviluppo di spiccate capacità di comunicazione empatica e di semplificazione dei contenuti scientifici.
La gestione guidata dell'interazione con i conigli giganti, per via della loro mole insolita e della loro straordinaria docilità, e la conduzione delle attività con gli alpaca, caratterizzati da un comportamento fiero ma intrinsecamente pacifico, hanno offerto spunti preziosi per educare i più giovani al rispetto dell’alterità animale, alla pazienza e alla cura della biodiversità. Tradurre concetti legati all'etologia, alla catena alimentare e al benessere animale in messaggi interattivi e accessibili ha consolidato la mia attitudine all'animazione ambientale e alla pedagogia attiva, dimostrandomi come il contatto diretto con la natura sia uno strumento educativo insostituibile.
La dimensione della fattoria sociale ha invece stimolato una crescita profonda per quanto concerne la sensibilità civile e la gestione delle fragilità umane. Partecipare a percorsi di inserimento lavorativo o a giornate terapeutiche destinate a soggetti in condizioni di vulnerabilità fisica, psichica o sociale ha ridefinito radicalmente il mio concetto di solidarietà.
Il lavoro quotidiano di cura della struttura, di preparazione del cibo e di monitoraggio dello stato di salute degli animali è stato costantemente condiviso con gli utenti della fattoria. In questo contesto, l'accudimento dell'animale ha assunto una forte valenza terapeutica: la responsabilità verso un altro essere vivente, la necessità di gesti lenti e prevedibili (fondamentali soprattutto nell'approccio con gli alpaca) e la gratificazione derivante dal benessere animale hanno favorito il potenziamento dell'autostima e delle autonomie personali dei partecipanti.
Ho compreso come l’agricoltura sociale sia in grado di trasformare contesti tradizionalmente considerati marginali in centri di welfare generativo e inclusivo.
Dal punto di vista professionale, la flessibilità richiesta dalla gestione di una cascina mi ha permesso di sviluppare una solida capacità di problem-solving e di gestione degli imprevisti, doti cruciali quando si opera a stretto contatto con esseri viventi e dinamiche meteorologiche o organizzative variabili. Il costante lavoro di squadra ha affinato le mie capacità di cooperazione, di ascolto attivo.
Sotto il profilo civico, l'anno di Servizio Civile ha sostanziato i valori costituzionali della solidarietà e della partecipazione attiva. Sentirsi parte integrante di un progetto volto al bene comune e alla rigenerazione sociale del territorio ha rafforzato il mio senso di appartenenza istituzionale e la consapevolezza del ruolo che ogni cittadino può svolgere nella costruzione di una società più equa e sostenibile.
In conclusione, l'esperienza vissuta non si configura come una parentesi isolata, bensì come un solido pilastro per il mio futuro. Essa mi ha fornito un bagaglio di competenze pratiche, relazionali e organizzative spendibili in molteplici settori professionali, in particolare in quelli legati alla valorizzazione ambientale, al
turismo sostenibile, alla progettazione sociale e all'educazione.
Lascio la Cascina con una profonda gratitudine verso l'ente ospitante, gli operatori che mi hanno guidato e gli utenti che hanno condiviso con me questo cammino. Conserverò la consapevolezza che il legame profondo tra uomo, terra e animali costituisce una risorsa inesauribile di cura, cultura e civiltà, che continuerà a orientare le mie scelte personali e professionali negli anni a venire.
