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Incontro "Dall'obiezione di coscienza alla riforma del Servizio Civile Nazionale"

Incontro "Dall'obiezione di coscienza alla riforma del Servizio Civile Nazionale"

Martedi 19 gennaio si è svolto presso la sede di Arci Servizio Civile di Torino l’incontro “Dall’obiezione di coscienza alla riforma del Servizio Civile Nazionale” per aggiornare e stimolare una riflessione nei volontari e nelle associazioni sulle Riforme del “Terzo Settore e del Servizio Civile Universale” che sono state oggetto di confronto al seminario di Roma del 15 dicembre in occasione della giornata nazionale dell’obiezione di coscienza e del servizio civile.

Come da programma, Maria, volontaria in servizio Garanzia Giovani, ha presentato la scena del servizio civile in Europa: dal servizio civile europeo alle concrete differenze sostanziali sugli obiettivi e i metodi nei vari Stati. A seguire, due video come sintesi della giornata a Roma. Nel primo video il discorso del professore Pierluigi Consorti dell’Università  degli Studi di Pisa, il quale ha parlato dell’art. 11 e 52 della Costituzione, rivendicando il pacifismo e la difesa non armata della patria come dovere del cittadino. Pace che si ottiene con strumenti quali la cittadinanza attiva e la promozione sociale. Nel secondo audio, l’intervento di Mao Valpiana, Presidente del Movimento Nonviolento.

Dopo un breve dibattito, la parola a Umberto Forno, che ha illustrato alcune questioni spinose partendo dal dato di fatto che il sistema SC è un sistema imperfetto perchè deve confrontarsi costantemente ad una realtà  molto imperfetta.

In questi anni si è assistito ad un cambio culturale che ha trasformato anche il linguaggio e i valori che la nostra società  dovrebbe conseguire. Si pensa alla guerra il cui nome è stato spesso cambiato con ” missioni di pace” o ”esportazione di democrazia”.

Per questo parlare di pace è diventato sempre piùdifficile, la pace deve ” difendersi” e ”motivarsi” da punti di vista economici, politici.

ASC porta avanti un’ altra cultura: nessuno viene lasciato indietro, contrastando un sistema dove vince la prevaricazione. In Italia i soldi spesi per cinque giorni di guerra sono equivalenti a pagare 50’000 volontari in SC. Vengono stanziati ogni anno 300 milioni di euro per SC e 25’000000000 di euro per il servizio militare. Credo che questo incontro ha permesso un momento di riflessione importante sulle differenze, gli obiettivi e le diverse forme che assume il Servizio Civile e abbia suscitato interesse e voglia di approfondire gli argomenti in modo individuale.

Enrico